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DEMOCRAZIA

5 Marzo 2007

Siccome nel nostro partito non difetta la democrazia, diamo spazio ancora al compagno maurizio b.

E PROPRIO ALLA BASE DEL SOCIALISMO C’E’LA DIFESA DEL DEBOLE,DI COLUI CHE SI TROVA IN CATENE E DI TUTTI GLI SFRUTTATI DEL MONDO,SOCIALISMO IDEALE CHE PURTROPPO E’DIFFICILE APPLICARLO CON QUESTO TIPO DI GENERE UMANO. UMANITA’PIENA DI INTRIGHI,SOSPETTI,EGOISMI CHE BLOCCA IL SOCIALISMO FILOSOFICO SEMPRE ESISTITO FIN DAI TEMPI DELLE POLIS GRECHE.ESISTE UN POSTO(ANCHE SE PICCOLO)DOVE SI PRATICA IL SOCIALISMO PURO E VE LO DESCRIVO DIETRO QUESTE FRASI

: " …Preferiamo definirci un movimento ribelle che rivendica dei cambiamenti sociali… Un movimento rivoluzionario tende a voler diventare dirigente o attore politico, mentre un ribelle sociale non smette mai di essere un ribelle sociale. Il rivoluzionario si preoccupa di sovvertire e poi prendere il potere e cambiare le cose dall’alto…il ribelle agisce organizzando le masse, partendo dal basso trasforma a poco a poco le cose senza porsi la questione della presa del potere…"   "Subcomandante" Marcos

COME NOTATE NON NOMINO L’ UNIONE SOVIETICA DOVE DO’RAGIONE AL COMPAGNO MAIOLO QUANDO PARLA DI CALPESTARE,MA PARLO DI UNA ZONA MOLTO VICINA AGLI STATI UNITI,AUTONOMA E LIBERA DA GOVERNI COLLUSI.UN SALUTO A TUTTI,E’SEMPRE UN PIACERE SCRIVERE QUI ……

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RISPOSTA

2 Marzo 2007
Ecco cosa ci scrive un compagno: NON COMPRENDO CARO COMPAGNO COSA VUOI DIRE QUANDO SCRIVI E RIMARCHI CON FORZA CHE RIFONDAZIONE NON VUOI CHE SIA STALIN,NON VUOI CHE SIA LENIN,NON VUOI CHE SIA TROTSKY………MI SPIEGHI QUALE IDEA VUOI CHE SIA? SEMBRA CHE TRA POCO, PER UN TURIGLIATTO DI TURNO,SPARI A ZERO ANCHE SU MARX ED ENGELS. Non intendo sparare a zero su marx ed engels. Ma comprendo anche che non sono neanche Dio e Gesu Cristo. Dogmi della fede dal prendere o lasciare. Voglio solo che il comunismo si sappia aggiornare e trasformarsi. Senza mai perdere la sua ragion d’essere. Che non è marx o engels. E’ la difesa di colui che è in catene. Del più debole. Del reietto. Questo è il comunismo. Anche questo.

ANCORA

2 Marzo 2007
Ennesimo atto contro Rifondazione a Cinquefrondi, ieri sera alle ore 19,30 davanti al circolo è stata rubata la macchina del Segretario di circolo FLAVIO LORIA , il tutto mentre all’interno si teneva una riunione e in pieno centro abitato, inoltre solo due sere prima vi era stata l’inaugurazione uffciale del nuovo circolo……

DECISIONI

23 Febbraio 2007
DIREZIONE NAZIONALE Documento finaleLa gravità del voto che si è espresso  al Senato non deve interrompere  l’esperienza del governo Prodi.Riteniamo che questa richiesta sia in sintonia con il sentimento diffuso tra il nostro popolo e nelle associazioni e i movimenti democratici, soprattutto in coloro che hanno dato vita in questi mesi alle grandi mobilitazioni che hanno attraversato il Paese.Il PRC è impegnato a una soluzione della crisi che abbia come cardine il rispetto del voto che ha dato all’Unione la responsabilità del governo.Ribadiamo, quindi, la nostra fiducia al Presidente del Consiglio e confermiamo una collaborazione leale e fattiva alla prosecuzione dell’esperienza che ha visto nascere quasi un anno fa l’esecutivo guidato da Romano Prodi.In questo quadro di alleanze politiche e di governo, pensiamo che debba essere rilanciato il profilo riformatore dell’azione dell’esecutivo, in grado di rinsaldare un rapporto forte con il popolo dell’Unione, le forze sociali, i movimenti e capace di rapportarsi alle sensibilità democratiche e progressive presenti nel Parlamento.Riteniamo che i punti che il presidente Prodi ha sottoposto al vertice dell’Unione come priorità nell’azione di governo rappresentino una base condivisa dentro le linee del programma dell’Unione e delle iniziative legislative già in corso.Un quadro politico forte e coeso, una piena assunzione  di responsabilità da parte di tutte le forze politiche dell’Unione, la riaffermazione della collegialità nella condivisione della responsabilità delle decisioni e nell’azione di governo possono permettere la ripresa di un cammino proficuo.Rifondazione Comunista continuerà con determinazione, nei movimenti, nelle aule parlamentari e nelle istituzioni, la propria iniziativa per continuare sulla strada del cambiamento di cui il Paese ha bisogno.La Direzione Nazionale del PRC rivolge un appello al partito, ai suoi gruppi dirigenti territoriali, agli iscritti affinché si svolga in questi giorni uno sforzo straordinario di apertura, di dibattito con i cittadini, di discussione, di incontri, di iniziative pubbliche.  Roma, 23 Febbraio 2007 DIREZIONE NAZIONALEordine del giornoLa Direzione Nazionale del PRC ringrazia le senatrici e i senatori del gruppo parlamentare per il voto espresso a sostegno delle linee di politica internazionale rappresentate in aula dal Ministro degli Esteri.Il senatore Franco Turigliatto, al contrario, si è assunto la pesante responsabilità di non partecipare al voto, determinando una gravissima lesione dell’immagine pubblica del partito e consentendo in tal modo di poter scatenare una pesante campagna che mette in discussione la serietà delle  decisioni del partito e la sua  capacità di essere conseguente agli impegni presi.Il fatto che il voto del compagno Turigliatto non sia stato determinante nell’esito negativo del voto non diminuisce la gravità del vulnus inferto.Non è in questione il diritto al dissenso di ciascuna compagna o ciascun compagno.Anche nel recente dibattito hanno  preso la parola in aula alcuni senatori del PRC che hanno manifestato rilievi e critiche e noi apprezziamo che questi compagni abbiano deciso  di mantenere fede all’impegno di non far mancare il proprio voto in un passaggio di così grande importanza.Il problema riguarda esclusivamente la legittimità di  determinare con il proprio comportamento uno stravolgimento della posizione e finanche della collocazione politica che gli organismi dirigenti del partito e i gruppi parlamentari democraticamente decidono.In tal modo si ledono i principi generali e collettivi della rappresentanza unitaria del nostro partito espressi attraverso i suoi gruppi parlamentari; si violano dispositivi votati dagli organismi dirigenti e discussi e adottati dai gruppi parlamentari;  si omette, nel richiamare il diritto al dissenso, di ricordare che l’elezione è avvenuta attraverso liste deliberate dagli organismi dirigenti; si violano i principi dello statuto.Si utilizza, inoltre,  una posizione di privilegio per praticare una separatezza  che aggrava la crisi della politica, perché si sposta la sede delle decisioni da quelle della partecipazione democratica a quelle dell’autoreferenzialità istituzionale.Si è causato un vulnus non rimarginabile. C’è una estraneità,   una incompatibilità con la comunità politica di Rifondazione Comunista. La Direzione Nazionale del PRC deferisce al Collegio nazionale di garanzia il compagno Franco Turigliatto affinché vengano  assunti i provvedimenti conseguenti.Roma, 23, Febbraio 2007

VIA LE MELE MARCE

22 Febbraio 2007
Non voglio che Rifondazione Comunista sia il senatore Turigliatto. Non voglio che Rifondazione sia Stalin o Lenin o Trosky. Che vadano a fanculo. Non voglio che Rifondazione sia il partito che getta alle ortiche il sudore di mettere assieme Mastella e Caruso per pensare di cambiare poco a poco l’Italia. Non voglio che Rifondazione non si prenda le proprie responsabilità. Non voglio un partito che non capisce la differenza tra Afghanistan e Iraq. Signori, che cazzo dovevamo fare con i talebani? Che continuassero a dare asilo politico a Osama? E ci dimentichiamo che Zapatero da lì i soldati non li ha richiamati? Pretendo che, come si chiede a Fini di ripulire la base dai fascisti, così Rifondazione si tolga dai piedi gli stalinisti, i trosckisti (che vadano a farsi un loro partito), i pacifisti a giorni alterni. Io non sono pacifista. Pacifico, sì. E pretendo che Rifondazione dica che la soluzione militare non è tutto, ma a volte è troppo poco sventolare una bandiera arcobaleno. Pretendo che certa gente non sia più candidabile. Non dovremmo accorgerci dopo che combinano guai che Turigliatto è “incompatibile col partito” o che Ferrando sproloquia a sproposito sul conflitto israelo-palestinese. Vogliamo o no essere una forza di sinistra (non di centrosinistra) seria, responsabile, moderna, smaliziata, realistica? Se non lo volete, beh, questo non è più il mio partito.

CONTRO LE BASI MILITARI

1 Febbraio 2007
CAULONIA E MONASTERACE SI UNISCONO ALLO SCIOPERO DELLA FAME. COMUNICATO STAMPA: Dopo che per mesi Governo e Comune si sono rimpallati la responsabilità della decisione, l’Esecutivo nazionale ha ceduto all’ultimatum statunitense: «il Governo non si oppone alla nuova base Usa», ha sentenziato Romano Prodi. Dopo appena due ore, migliaia di vicentini sfilavano per le strade del centro cittadino. Chi pensava di aver chiuso la partita ha dovuto ricredersi, perché Vicenza si è mobilitata, ha invaso le strade, ha costruito il presidio permanente. Otto mesi di mobilitazioni, culminate con la grandiosa manifestazione dello scorso 2 dicembre– quando 30 mila persone sfilarono dalla Ederle al Dal Molin, hanno dimostrato la forte contrarietà della popolazione alla nuova installazione militare. Ma il Governo, dopo aver più volte ribadito la centralità dell’opinione della comunità locale, ha ceduto agli interessi economici e militari. In tutto questo pesa come un macigno anche la posizione dell’Amministrazione Comunale che, forte dell’assenso dato dal Governo Berlusconi all’operazione, prima ha nascosto ai cittadini il progetto per tre anni e poi, snobbando la contrarietà della popolazione, lo ha approvato durante un Consiglio Comunale blindato e contestato; infine ha negato ai cittadini la possibilità di esprimersi attraverso il referendum.Nonostante tutto questo a Vicenza è successo qualcosa di nuovo: Vicenza non si è arresa alle imposizioni. Vicenza non vuole una nuova base militare al Dal Molin. Vicenza si è mobilitata. Migliaia di persone hanno occupato i binari della stazione appena due ore dopo la conferenza stampa di Romano Prodi; e nei giorni successivi una serie di iniziative, dalla manifestazione degli studenti ai presidi in Municipio e in Prefettura, hanno confermato la determinazione dei cittadini. La città ha riscoperto la dimensione comunitaria e popolare, ha riattivato le reti di solidarietà che in altri contesti – per esempio a Scanzano Ionico o in Val di Susa – hanno permesso di fermare dei progetti devastanti.Da ogni parte d’Italia è arrivata un immensa solidarietà, un caloroso sostegno. Manifestazioni e presidi si sono svolti in questi giorni in ogni angolo del Paese. Contro una scelta contrastata dalla comunità locale ovunque si manifesta e si discute. Il cammino è appena all’inizio. Nulla si è concluso con l’espressione del parere governativo.Cittadini, associazioni e organizzazioni sindacali hanno deciso di opporsi; molti parlamentari si sono auto-sospesi. Vicenza vuole fermare questo scempio, se necessario anche seguendo l’invito di molti a mettere pacificamente in gioco i propri corpi. Si sta costruendo una grande manifestazione nazionale per il 17 febbraio; vogliamo colorare le strade con le bandiere arcobaleno e quelle contro il Dal Molin, ma anche con quelle per la difesa dei beni comuni e della terra, del lavoro e della dignità e qualità della vita. Un corteo plurale e popolare, capace di aggregare le tante sensibilità che in questi mesi hanno deciso di contrastare il Dal Molin, perché siamo convinti che le diversità siano un tesoro da valorizzare così come l’unità sia uno strumento da ricercare per vincere questa sfida. Noi siamo contro il Dal Molin per ragioni urbanistiche, ambientali, sociali; ma, anche, perché ripudiamo la guerra. Proprio per questo non accettiamo alcun vergognoso baratto con il rifinanziamento della missione in Afghanistan. La lotta non si è esaurita. A Vicenza, il 17 febbraio, contro ogni nuova base militare, per la desecretazione degli accordi bilaterali che regolano la presenza delle basi, per la difesa della terra e dei beni comuni, per un reale protagonismo delle comunità locali e dei cittadini noi ci saremo. Intanto noi due aderiamo alla staffetta che in tutta Italia si sta facendo per chiedere un referendum consultivo che il sindaco, Vicenza Hullweck, ladro di democrazia, non vuole concedere perché sa bene che la città è contraria. L’azione prevede che alcune persone, ogni giorno, digiunino. Anche noi, Giovanni e Francesca, da Caulonia e Monasterace, dalla periferia dell’Impero, daremo il nostro contributo e annunciamo una giornata di sciopero della fame per il 5 febbraio. In basso l’elenco complessivo dei digiunanti. Francesca Riitano (Monasterace) – Giovanni Maiolo (Caulonia) DIGIUNO A STAFFETTA21 gen - Enrico Zogli (Altavilla), Vania Preto (Vicenza)22 gen - Silvano Caveggion (Vicenza)23 gen - Elisa Schievano24 gen - Massimo Bellanda (Vicenza), Carlo Todeschin (Thiene), Aldo Santoro25 gen - Renato Schiavo, Rina Oro, Mirco Corato, Sonia Saggiorato - Pieve di Cento (BO)26 gen - Claudio Tonellotto, Filippo Magnaguagno (Vicenza), Mariangela Santini (Vicenza)27 gen - Massimo Corradi (Vicenza), Gigi Revrenna (Malo), Amedeo Tosi (Verona)28 gen - Cunico Lucia, Dal Lago Luciano, Rosanna Mulas (Bologna)29 gen - Zarantonello Gianni, Andrea Busetto, Lisa Albera, Luca Stropparo,Benedetto Zaccaria (Longare), Filippo Magnaguagno (Vicenza)30 gen - Bruno Scortegagna (Vicenza), Luca Travaglini (Firenze), Sonia Saggiorato - Pieve di Cento (BO)31 gen - Andrea Busolo (Vicenza), Nicola Biasin (Cresole), Angelo Alberi (Vicenza)1 feb - Enrico Zogli (Vicenza), Antonio Stupiggia (Zugliano), Anna Xausa (Zugliano)2 feb - Francesco Maule (Creazzo), Stefano Vicari3 feb - Amedeo Tosi4 feb - Cunico Roberta, Ambrosi Francesco5 feb – Francesca Riitano (Monasterace), Giovanni Maiolo (Caulonia), Annalisa Faverin, Andrea Busolo (Vicenza), Luca Stropparo (Rettorgole-caldogno), Filippo Magnaguagno (Vicenza)6 feb - Padovan Fedora, Sonia Saggiorato - Pieve di Cento (BO), Matteo Pacchin (Vicenza)7 feb - Mariano Trevisan (Caldogno), Angelo Alberi (Vicenza)8 feb - Andrea Mastrotto (Vicenza)9 feb - Sonia Tagliapietra, Luigi Franzon (Caldogno) 10 feb - Gianni Benozzato, Amedeo Tosi, Mantese Nadia, Marco Bianchi (Vicenza), Elisa Barausse (Vicenza)11 feb - Maria Teresa Fabris (Vicenza)12 feb - Paolo Spanevello e Maricla De Bortoli, Andrea Busolo (Vicenza), Claudia Zanotelli e Bruno Chioccarello 13 feb - Andrea Giacon (Vicenza), Francesco Dal Grande Lonigo, Sonia Saggiorato - Pieve di Cento (BO) 14 feb - Dora Franzon, Angelo Alberi (Vicenza)15 feb - Veronica Franzon, Francesco Premoli16 feb - Francesco Premoli, Stefano Vicari, Maria Grazia Zuccon Ghiotto (Costabissara)17 feb - Enrico Marcolongo, Cristina Banzato (Vicenza), Matteo Belpinati (Barcelona,ES), Maria Grazia Zuccon Ghiotto (Costabissara)18 feb - Enrico Marcolongo19 feb - Anna Maria Giuriato (Vicenza), Andrea Busolo (Vicenza)21 feb - Lorenza Erlicher (Trento)

NON CI FERMERANNO

1 Febbraio 2007
Ci sono rimaste poche parole in bocca. Parole di rabbia, di sconcerto, di indignazione, di amarezza, di rivalsa. Parole, sopra tutto e sopra ogni altra cosa, di solidarietà e di sostegno nei confronti di un amico e di un compagno vero. L’attentato della scorsa notte nei confronti di Michele Conia, coraggioso e generoso Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Cinquefrondi, è l’ennesimo schiaffo alla democrazia partecipata che si costruisce dal basso, all’impegno politico fatto di onestà e di vicinanza alle ragioni degli ultimi, al valore della legalità quale valore autenticamente rivoluzionario in una terra martoriata come la nostra. Esso colpisce fisicamente, in un rogo notturno che prefigura il buio della moralità degli attentatori, l’autovettura comprata con tanti sacrifici e con tanta dedizione al lavoro. Ma l’attentato aggredisce anche il cuore e le menti di noi tutti, attacca l’azione di un amministratore comunista innamorato del suo paese ed impegnato da sempre nel riscatto della sua gente. L’ennesimo attentato verso un amministratore locale. L’ennesimo attacco verso un militante della sinistra, un militante di Rifondazione Comunista. Chiediamo che davvero, da subito, senza esitazione alcuna, vi sia uno scatto d’orgoglio e di dignità, che vi sia un’azione di contrasto alla mafia e alla criminalità fatta di contenuti concreti e non di vuote manifestazioni “parolaie” e retoriche. Ognuno si assuma, una volta per tutte, le proprie responsabilità, smetta di nascondersi e inizi a compiere quotidianamente il proprio dovere: la politica e le istituzioni pubbliche, le autorità di pubblica sicurezza, le forze sociali e associative, la gente comune. Noi non ci fermiamo, non arretriamo. ma continuiamo a lottare e a soffrire tutti i giorni per costruire una società migliore, più degna di essere vissuta. A Michele Conia – che siamo certi in alcun modo si farà intimidire o fermare nella sua militanza attiva – alla sua famiglia e ai compagni tutti del Circolo di Cinquefrondi, va tutta la solidarietà e la vicinanza di cui possiamo disporre: sentimenti sinceri e non di rito, sentimenti che affondano nel legame ormai indissolubile che lega tutto il PRC al nostro straordinario Michele. Il Segretario di Federazione (Angelo Antonio Larosa)

RIUNIONE

31 Gennaio 2007
La riunione del circolo è convocata per sabato 2 febbraio alle ore 19. Partecipate compagni.

FACCIAMO UNA RIUNIONE

26 Gennaio 2007
Compagni credo che bisogna fare al più presto una riunione, è da molto che non ci vediamo e sono molte le cose delle quali dobbiamo discutere, come l’affitto, l’iniziativa sulla ferrovia e sulla 106 e il tesseramento del nuovo anno, io ritornerò venerdì prossimo, ma la riunione si potrebbe fare anche prima, anzi prima è meglio è. mi raccomando fatemi sapere e mi raccomando iniziamo a fare qualcosa, non limitiamoci a parlare, rischiamo di fare la fine degli infiniti partiti fantasma di monasterace…

CONFERENZA STAMPA

25 Gennaio 2007
Domenica 28 gennaio alle ore 11 al mercato coperto di Caulonia Marina si terrà una conferenza stampa organizzata dalla federazione reggina del PRC per illustrare la campagna nazionale per la ripubblicizzazione dell’acqua. Stampa e cittadinanza sono invitate a partecipare.